Roma, due giorni, un floor pieno come un’arena. La Roma Firestorm Revengers Showdown 2026 ci ha accolti in veste di media partner e ci ha buttati dentro un weekend che, se ami il CrossFit® e le gare “vere”, ti resta addosso: rumore di bilancieri, gente che si abbraccia a fine WOD, atleti che si giocano tutto negli ultimi 10 secondi, e quell’energia collettiva che non si spiega… si vive.
Sul campo gara quasi 500 atleti si sono dati battaglia in 5 workout + la finale, con un livello di partecipazione enorme e un format capace di tenere alto il ritmo dal primo all’ultimo heat. Il bello? Non era solo uno spettacolo per “pochi eletti”: dai Beginner agli Elite, si è respirata la stessa identica sensazione di sfida personale. Quella che ti fa dire: “Ok, adesso tocca a me”.
Indice
18 categorie sul floor: una gara per tutti, ma non “facile” per nessuno
Uno dei punti di forza di questo evento è stato proprio il ventaglio di categorie: 18 divisioni, ognuna con la sua storia, i suoi duelli, i suoi colpi di scena.
In gara c’erano:
- Elite Women / Elite Men
- Master 35 RX (M/W)
- Master 40 (M/W)
- Master 45 (M/W)
- Master 50 (M/W)
- Intermediate (M/W)
- Intermediate Master 35 (M/W)
- Beginner (M/W)
- Beginner Master 35 (M/W)
Tradotto: un floor pieno di percorsi diversi, ma tutti con lo stesso obiettivo. E quando vedi un Beginner finire il suo WOD con gli occhi lucidi e le gambe che tremano, capisci che la “competizione” non è solo questione di carichi: è questione di cuore.
Day 1: tre WOD per mettere subito le carte in tavola
Il primo giorno è stato un colpo secco: tre prove molto diverse tra loro, pensate per separare chi “sta bene in tutto” da chi è fortissimo in un’area ma rischia di perdere terreno nell’altra.
The Abyss: quando il motore decide tutto
The Abyss era un doppio test da far bruciare i polmoni:
- 8’ AMRAP row
- 8’ weighted box step over
Lo score finale era la somma dei due risultati.
Qui non c’era spazio per l’ego: dovevi gestirti, capire quanto spingere e quanto “tenerti” per non esplodere nel secondo AMRAP. E sugli step over zavorrati si vedeva tutto: cadenza, efficienza, testa. Una di quelle prove dove chi sembra “tranquillo” in realtà sta soffrendo come tutti, solo che non lo fa vedere.

Confession: tecnica, controllo, e poi… caos organizzato
Confession (9’ for time) è stato quel tipo di WOD che ti costringe a essere pulito quando vorresti solo accelerare:
- 12 deficit reverse strict HSPU
- 16 DB alternating devil press
- 24 bar muscle-up
- 32 DB alternating snatch
- 12 m HS walk + 12 m backward HS walk + 12 m HS walk
È uno di quei workout che ti chiedono “completezza”: non basta essere forte, devi essere composto. E il passaggio tra skill di ginnastica e manubri ad alta intensità ha punito chi perdeva lucidità. Il backward HS walk poi? Un dettaglio cattivo, nel senso buono: è lì che vedi chi ha davvero controllo del corpo.
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Absolution: il momento del massimale che pesa più del bilanciere
Absolution era un 4’ per trovare il 1RM complex from floor:
- 2 front squat
- 1 thruster
Il classico momento in cui l’aria cambia. Silenzio, chalk, occhi fissi sul bilanciere. Non è solo forza: è scelta del tentativo, è gestione del tempo, è coraggio. E, come sempre, è anche strategia: chi sbaglia l’apertura spesso paga caro.
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Day 2: si alza il sipario… e arriva l’acqua
La seconda giornata ha iniziato a spingere sul serio, e lo ha fatto con WOD che hanno alzato la posta sia sul piano fisico che su quello mentale.
Blood (Elite e Masters): 11 minuti per non mollare mai
Per Elite e Masters, Blood:
11’ time cap – 3 rounds
- 30/24 cal Rogue Echo Bike
- 20 toes to bar
- 10 clean
Qui il “tema” era chiarissimo: sofferenza ciclica. Bike che ti svuota, T2B che ti spezzano l’avambraccio, clean che diventano macigni se ti presenti scarico. Il segreto? Non farsi inghiottire dalla bici e arrivare alla sbarra con ancora una presa “viva”.
Faith (Beginner e Intermediate): volume, ritmo e sandbag che non perdona
Per Beginner e Intermediate, invece, Faith (9’ AMRAP):
- 3-6-9-12-15…
- KB push press right
- KB push press left
- after each: 6 burpees to plate
- 12 m sandbag bear hug carry
Un WOD che sembra “semplice” finché non lo fai. Il volume sale, i burpees spezzano, e il sandbag in bear hug ti ricorda che la postura è una cosa seria. Carino da vedere perché raccontava tanto degli atleti: chi gestiva bene il ritmo guadagnava in modo pulito, chi si faceva prendere dalla fretta pagava con gli interessi.

Cut e semifinale: la gara cambia faccia
Dopo questi test è arrivato il cut per la semifinale. Ed è qui che l’atmosfera diventa più tesa: chi è dentro respira, chi è fuori mastica amaro. Ma è anche la parte più onesta del format: arrivano avanti quelli che hanno messo insieme i pezzi nel modo giusto.
Light & Darkness: la novità in piscina
Per Elite e Master, la chicca 2026: WOD in piscina. E sì, è stata una novità che ha fatto parlare.
Light & Darkness (6’ time cap):
- 25 DBx2 bench press
- 200 m swim
- 15 DBx2 bench press
Il nuoto in mezzo a una competizione di functional fitness cambia tutto: respiro, controllo, capacità di non andare in panico. E poi tornare a spingere con i manubri dopo i 200 m… è un “reset” che reset non è: devi riprendere in mano il corpo in pochi secondi.
Per Intermediate e Beginner, la semifinale è stata una versione del Blood con variazioni (trovabili sulla pagina ufficiale della gara). Qui la cosa interessante è che hanno mantenuto l’idea del test metabolico, adattandolo al livello in modo sensato.

Finale Born Again: urla, ribaltoni e un floor da Games
E poi lei: la finale. Born Again (7’ cap time), costruita per creare spettacolo e mettere pressione vera.
- 21 deadlift
- 40 SU crossover
- 3 legless rope climb / 3 rope climb
- 15 deadlift
- 30 DU
- 2 legless rope climbs
- 9 deadlift
- 20 DU crossover
- 1 legless rope climb
Una finale emozionante, dove abbiamo assistito a un vero show con atleti Games sul floor. Classifiche che si ribaltano, gente che capisce all’ultimo giro se sta vincendo o perdendo, e quel mix di rumore e adrenalina che ti fa venire la pelle d’oca.
Negli Elite Men, il testa a testa è stato chiarissimo: Luka Dukic vs Augustin Vilicnik. Un duello di livello altissimo, serrato, con distacchi minimi e una tensione che si sentiva anche dalle tribune.
Negli Elite Women, Siria Meha sembrava la favorita, ma la toscana Speranza Boncioli ha letteralmente volato sulle rope climb: ha chiuso con quasi un minuto di distacco dalla atleta albanese, ribaltando la percezione del finale! Da brividi!
Podio e vincitori: tutti i risultati per categoria
Ecco i vincitori di ogni categoria:
🏆 Classifiche Roma Firestorm Revengers Showdown 2026
🔥 Elite Women
🥇 1° posto: Siria Meha
🥈 2° posto: Speranza Boncioli
🥉 3° posto: Aleksandra Ilic
🔥 Elite Men
🥇 1° posto: Luka Dukic
🥈 2° posto: Augustin Vilicnik
🥉 3° posto: Faber Dannunzio
💪 Master 35 RX Men
🥇 1° posto: Mariano Tamburo
🥈 2° posto: Luciano Martini
🥉 3° posto: Alessio Lugara
💪 Master 35 RX Women
🥇 1° posto: Ailsa McKeon
🥈 2° posto: Lucrezia Arena
🥉 3° posto: Arianna Narcisi
💥 Master 40 Men
🥇 1° posto: Erminio Gerolamo
🥈 2° posto: Francesco Canu
🥉 3° posto: Alessio Melucci
💥 Master 40 Women
🥇 1° posto: Giada Nicolini
🥈 2° posto: Danila Capaccetti
🥉 3° posto: Marta Vantaggiato Ami
⚡ Master 45 Men
🥇 1° posto: Dmitry Sidelnikov
🥈 2° posto: Ventura Criscuolo
🥉 3° posto: Simone Finocchi
⚡ Master 45 Women
🥇 1° posto: Valentina Pagliassotto
🥈 2° posto: Anett Fekete
🥉 3° posto: Ilaria Perini
🏋️ Master 50 Men
🥇 1° posto: Luca Matteoni
🥈 2° posto: Roberto Di Gennaro
🥉 3° posto: Alessandro Perin
🏋️ Master 50 Women
🥇 1° posto: Cinzia Volpino
🥈 2° posto: Elisa Zafferani
🥉 3° posto: Marina Petroni
🚀 Intermediate Men
🥇 1° posto: Ardit Mbrati
🥈 2° posto: Bozidar Krivokapic
🥉 3° posto: Antonio De Rosa
🚀 Intermediate Women
🥇 1° posto: Lucia Dolce
🥈 2° posto: Francesca Livatino
🥉 3° posto: Katharina Vogel
🔹 Intermediate Master 35 Men
🥇 1° posto: Andrea Altieri
🥈 2° posto: Nikita Shashkevich
🥉 3° posto: Giorgio Desideri
🔹 Intermediate Master 35 Women
🥇 1° posto: Amira Appolloni
🥈 2° posto: Ekaterina Sakharova
🥉 3° posto: Jovana Prokopic
⭐ Beginner Men
🥇 1° posto: Valerio Luciani
🥈 2° posto: Matteo Manna
🥉 3° posto: Matteo Molinari
⭐ Beginner Women
🥇 1° posto: Sofia Casarin
🥈 2° posto: Sara Cesaroni
🥉 3° posto: Rachele Frigerio
🌟 Beginner Master 35 Men
🥇 1° posto: Enrico Provenzale
🥈 2° posto: Simone Zucconi
🥉 3° posto: Francesco Romito
🌟 Beginner Master 35 Women
🥇 1° posto: Monica Valeri
🥈 2° posto: Chiara Serafini
🥉 3° posto: Miriam D’Agostino
Cosa ci portiamo a casa: voci, persone, e quella fame di sport
Di questa due giorni, noi ci portiamo a casa cose che non finiscono in classifica.
La frizzantezza della speaker Nitzka, che ha tenuto alto il ritmo e acceso il pubblico. Le urla di gioia degli atleti, quelle vere, che partono quando capisci che hai appena fatto qualcosa che non credevi possibile. La passione degli organizzatori Nicolò e Camilla, che si vede quando ogni dettaglio è curato ma il cuore resta al centro. Il duro lavoro dei judge, sempre presenti, spesso invisibili, ma fondamentali. E la determinazione instancabile dello staff, che è la spina dorsale di qualsiasi evento ben riuscito.
È stato un weekend di sport che ci ha riempito i cuori. E adesso lo sguardo è già avanti: pronti per la prossima edizione della Roma Showdown.









