Se esiste un benchmark capace di illuderti con un “vabbè, è solo un giro” e poi presentarti il conto con interessi altissimi… quello è Jackie WOD. Tre pezzi semplici, nessun trucco: 1.000 m di row, 50 thruster, 30 pull-up. Eppure, basta sbagliare ritmo di 20 secondi sul vogatore o spezzare male i thruster per trasformare un buon tempo in una lotta a occhi sbarrati fino all’ultima ripetizione.
In questa guida trovi tutto quello che serve per affrontarlo con testa: obiettivo del workout, gestione delle transizioni, strategia e gli errori classici che rovinano la prova.
Indice
Cos’è il Jackie WOD (e perché “brucia” così tanto)
Jackie è uno dei “Girl WOD” di CrossFit®: un benchmark pensato per misurare condizionamento, capacità di sostenere intensità e gestione della fatica in sequenza. La versione Rx è:
- 1.000 meter row
- 50 thruster (♂ 45 lb / ♀ 35 lb)
- 30 pull-ups
…tutto for time.
Il motivo per cui Jackie è micidiale non è la complessità tecnica: è la combinazione. Il row ti alza subito battito e respirazione, i thruster ti “chiudono” le gambe e ti saturano spalle/fiato, e i pull-up finali chiedono presa e controllo quando sei già in acido.

Stimolo e obiettivo: come capire se lo stai facendo “bene”
Lo stimolo corretto è quello di un workout molto intenso, dove però non esplodi al minuto 3. In generale, Jackie funziona quando riesci a:
- uscire dal row con energia sufficiente per attaccare i thruster;
- fare i thruster in 2–3 set (idealmente);
- arrivare ai pull-up e spingere ancora, senza trasformare tutto in singole infinite.
Se invece sprinti il row e poi ti siedi 40 secondi guardando il bilanciere… non è “più duro”, è solo meno intelligente.
Warm-up mirato (10–12 minuti, senza sprecare energie)
Jackie premia un riscaldamento pratico: poche cose, ma specifiche.
- Attivazione generale (3–4’)
- row easy + mobilità anche/caviglie/spalle
- Primer tecnico (4–5’)
- 2 giri leggeri: 200 m row + 10 thruster con bilanciere vuoto + 5 pull-up / ring row
- Preparazione al ritmo (2–3’)
- 10–15” di row più brillante (non massimale)
- 5 thruster “puliti” con focus su respiro e traiettoria
- 3–5 pull-up sciolti
L’idea è arrivare alla partenza con il corpo pronto e il cervello già “nel ritmo”, non stanco.
Strategia migliore per Jackie WOD
1) Row 1.000 m: forte, ma studiato
Il row è la prima trappola. Se lo fai “a cannone”, paghi doppio sui thruster. L’approccio più efficace è: partenza solida, poi ritmo costante.
Indicazione utile: stare su una cadenza controllata (molti atleti rendono bene in un range medio) e puntare a un passo che ti lasci respirare prima del bilanciere.
Consiglio pratico: imposta il rower in countdown da 1000 m e, negli ultimi 100–150 m, inizia già a pensare alla transizione: piedi pronti, mani che si rilassano, ultimo respiro profondo prima di alzarti.

2) Transizione row → thruster: qui si vincono secondi “gratis”
Non correre a caso: alzati, due passi, mani sul bilanciere e via. Anche 5–8 secondi risparmiati qui fanno differenza, ma senza andare in apnea.
3) 50 thruster: l’obiettivo è “pochi set”, non “eroismo”
Con il bilanciere Rx il peso è leggero, ma 50 ripetizioni sono tante. La regola d’oro: non andare a cedimento totale nei primi 20.
Tre opzioni classiche (scegli in base al tuo livello):
- Avanzato: 50 unbroken (solo se sai che reggi davvero)
- Intermedio solido: 25 + 25 oppure 20 + 15 + 15
- Se soffri tanto i thruster: 15 + 15 + 10 + 10 (ma con pause brevissime)
Quando riposi, evita di “perderti” in giro. Se devi staccare, fallo in modo strategico (pausa breve, respiri profondi, riparti).
Respiro e ritmo: espira in salita e “ricarica” mentre scendi: se trattieni il fiato, ti spegni.
4) Transizione thruster → pull-up: prepara le mani
Se usi paracalli, mettili in modo da non impazzire. Se non li usi, assicurati di avere le mani asciutte e pronte: arrivare ai pull-up con la presa distrutta è un classico “game over”.
5) 30 pull-up: spingi, ma gestisci la presa
Qui la tentazione è fare “singole” da subito. Se hai pull-up decenti, prova a stare su set intelligenti:
- 15 + 10 + 5
- 10 + 10 + 10
- 8 + 8 + 7 + 7
Se invece sei al limite, meglio micro-set rapidi (tipo 5-5-5-… con pause mini) piuttosto che 1 rep ogni 10 secondi.
Gli errori da evitare (quelli che si vedono più spesso)
- Sprintare il row e arrivare ai thruster con le gambe vuote. Risultato: pause infinite e tempo che vola.
- Thruster a cedimento: partire troppo aggressivi e poi schiantarsi dopo 25–30 reps.
- Pause “da passeggiata”: camminare, parlare, guardare il timer. Jackie premia pause brevi e mirate.
- Pull-up improvvisati: grip distrutto, kip che si rompe, set che diventano singole.
- Transizioni lente: non serve fare sprint, ma serve essere decisi.

Conclusione: Jackie non si “subisce”, si guida
Jackie WOD è uno di quei benchmark che non perdonano l’improvvisazione: se lo tratti come uno sprint, ti presenta il conto ai thruster. Se invece lo guidi con testa, diventa un test pulito e super utile per capire dove sei davvero — condizionamento, respiro, capacità di tenere ritmo sotto fatica.
La chiave è semplice (ma non banale): row controllato, thruster spezzati con criterio, pull-up gestiti senza distruggere la presa. E soprattutto: transizioni decise, senza pause “vuote”.
Il consiglio finale? Fai Jackie, segnati tutto (tempo totale, split del row, come hai spezzato i thruster e i pull-up) e ritestalo tra 6–8 settimane: se la strategia è quella giusta, non migliora solo il tempo… migliora anche quanto “ti rimane” alla fine. E lì capisci davvero di aver fatto un passo avanti.









