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Tendinite nel CrossFit®: perché viene, come riconoscerla e cosa fare (senza smettere per forza di allenarti)

Chi fa CrossFit® lo sa: a volte non è un “infortunio secco” a fermarti, ma quel dolore fastidioso e puntuale che si accende sempre nello stesso punto. Gomito, rotula, Tallone d’Achille, spalla. All’inizio lo senti solo a caldo, poi durante i movimenti, infine anche nella vita quotidiana (aprire un barattolo, scendere le scale, prendere la borsa). Nel linguaggio comune la chiamiamo “tendinite”, ma spesso il quadro è più vicino a una tendinopatia (un problema del tendine legato al carico e alla sua capacità di tollerarlo) che a una semplice infiammazione. E questa distinzione cambia tutto, soprattutto nel modo in cui la si gestisce.

Tendinite o tendinopatia? La differenza che ti fa guarire prima

Molti dolori tendinei che compaiono nel CrossFit® vengono trattati come “infiammazione”: ghiaccio, antinfiammatori, riposo totale. Peccato che, in molti casi, non sia quello il meccanismo principale e che il riposo assoluto, da solo, non aumenti la “resistenza” del tendine quando torni a caricarlo.

Pensala così: il tendine è come un cavo robusto. Se lo carichi troppo, troppo spesso, o con progressioni aggressive, può andare in sofferenza. La soluzione non è “non usarlo mai”, ma riportarlo gradualmente a tollerare carico, con una progressione sensata.

Perché nel CrossFit® i tendini si arrabbiano più spesso

Il CrossFit® è meraviglioso proprio perché mescola tante qualità: forza, skill, conditioning, ginnastica, pesistica, lavori di presa, volume metabolico. Il rovescio della medaglia è che accumula stress ripetuto su alcuni distretti.

Ecco i “classici” scenari che aumentano il rischio:

1) Volume + ripetizioni ad alta densità

Butterfly pull-up, toes-to-bar, bar muscle-up, rope climb… spesso sono centinaia di ripetizioni settimanali, a volte “sommandosi” anche al lavoro (mouse, tastiera, gesti ripetitivi).

2) Presa e avambraccio sempre sotto tiro

Hook grip nello snatch/clean, farmer carry, kettlebell swing, false grip, lavori di tirata: il gomito è un grande protagonista, soprattutto con tecnica imperfetta o quando il cingolo scapolare non “tira” bene e il corpo compensa con avambraccio e gomito.

3) Progressioni “troppo, troppo presto”

Aumenti improvvisi di carico, skill nuove (ring muscle-up “imparati” a forza di tentativi), o rientri post-pausa con la stessa intensità di prima. Il tendine, di solito, non perdona queste accelerazioni.

Le sedi più comuni nel CrossFit® (e i segnali tipici di tendinite)

Gomito: epicondilite/epitrocleite (gomito “del tennista/golfista”)

Ginocchio: tendinopatia rotulea

Tallone d’Achille e spalla

Campanelli d’allarme (qui meglio valutazione clinica): dolore notturno importante, gonfiore marcato, perdita di forza evidente, blocco articolare, trauma acuto, febbre, formicolii persistenti.

La prima cosa da fare per tendinite: non eroismo, ma strategia

Quando compare dolore tendineo, la tentazione è sempre una delle due:

  1. “Stringo i denti e vado avanti”
  2. “Mi fermo completamente finché passa”

Spesso funzionano male entrambe. Un approccio più efficace è questo:

1) Riduci (temporaneamente) ciò che scatena il dolore

Non significa sparire dalla palestra. Significa togliere o modificare i movimenti più irritanti (es. kipping/butterfly, volume di T2B, salti, squat profondi pesanti) finché il dolore si stabilizza.

2) Allénati “intorno” al problema con scaling intelligente

Nel caso della rotulea, per esempio, puoi scalare:

L’idea è trovare la versione che dà dolore accettabile e non in aumento durante e dopo.

3) Usa il dolore come semaforo, non come giudice

Un criterio molto pratico: puoi allenarti se il dolore è tollerabile e non aumenta in modo significativo durante la sessione o nelle ore/giorno successivo. Se peggiora nettamente, stai superando la capacità del tendine.

La vera cura (quella che cambia il tendine): esercizio e carico progressivo

Qui arriva la parte che spesso sorprende: per molte tendinopatie la terapia centrale è l’esercizio, non il riposo totale. In riabilitazione si parla molto di:

Le evidenze recenti, ad esempio sulla rotulea, indicano che programmi di carico progressivo possono dare risultati migliori rispetto a protocolli solo eccentrici, se ben impostati e portati avanti con costanza.

Nota pratica: i protocolli e i dosaggi cambiano tantissimo da persona a persona. Per questo, se puoi, fatti guidare da un fisioterapista/medico dello sport che conosca i carichi del CrossFit®.

Prevenzione Tendinite: come ridurre le recidive senza “allenarti meno”

La prevenzione non è fare stretching 30 secondi e sperare bene. È, soprattutto, programmazione.

Gestisci volume e progressioni (davvero)

Cura tecnica e catena cinetica

Sul gomito, spesso non è solo il gomito: scapole “spente”, core che non stabilizza, presa costantemente aggressiva. Sul ginocchio: atterraggi, controllo dell’eccentrica, gestione dei salti.

Warm-up mirato (non generico)

Per la rotulea, l’idea di usare esercizi specifici come parte del warm-up per preparare il tendine al carico è uno dei concetti più utili.

Non sottovalutare il recupero

Sonno, alimentazione, stress, lavoro al pc: non sono dettagli. Se il tendine arriva già “saturo” di stress, basta un WOD in più per farlo esplodere.

In conclusione

La “tendinite da CrossFit®” raramente è solo sfortuna. Di solito è un messaggio: lo sforzo che stai chiedendo supera la capacità attuale del tendine. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non devi sparire dalla palestra: devi imparare a scalare con criterio, costruire un percorso di carico progressivo e avere la pazienza di rispettare i tempi biologici.

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