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Forza esplosiva e bicipiti femorali per migliorare lo snatch

Snatch e Power position

Il nostro rendimento in competizione dipende da molti fattori, sia contingenti che legati alla preparazione che ci ha fatti arrivare all’evento.

E’ un lavoro di costruzione minuziosa, che si fa osservando, analizzando, studiando e programmando.

Solo poi viene il duro lavoro in palestra. Ma per diventare davvero dei buoni atleti quasi dobbiamo vestire la divisa dello scienziato, e considerare fattori e variabili.

Sappiamo ad esempio che quando lavoriamo su un’alzata non è il solo lavoro diretto a farci crescere: ma è fondamentale corredare il nostro allenamento specifico con svariati esercizi ausiliari, che ci permettano di migliorare i nostri punti deboli – potenziare un elemento della catena cinetica, coinvolgere efficacemente un gruppo muscolare, migliorare il ROM di un’articolazione.

Lavorare sull’alzata è facile: la vera difficoltà sta nel capire non solo i vari fattori in gioco durante l’alzata stessa, ma anche quali esercizi ausiliari ci stanno effettivamente facendo progredire.

Indicatori di una buona power position nello snatch

Lo snatch non è tra i movimenti più facili da imparare – né tra quelli la cui tecnica può essere affinata con pochi accorgimenti sulla ricezione dello snatch.

Eseguendo lo snatch, l’atleta si trova a sollevare il bilanciere a un’altezza più alta del torace, ma sono solo l’abilità neuromuscolare e la coordinazione a determinare quanta strada il bilanciere effettivamente percorrerà.

Come si può capire quali sono le skill che possono farci progredire nello snatch? Quali esercizi possiamo includere nei nostri allenamenti, che ci consentano di migliorare le prestazione anche nello snatch?

Diversi studi hanno valutato quanto alcuni esercizi permettano di prevedere con una certa precisione il rendimento di un atleta nello snatch. Ad ognuno di questi esercizi è stato quindi assegnato un coefficiente.

I movimenti valutati sono stati il salto in altezza, che ha riportato un coefficiente di 0,65, il salto in lungo (0,72), lo squat (con bilanciere sulla schiena, 0,67) e lo stacco da terra (0,75).

Più il coefficiente è vicino a 1, più l’esercizio è in correlazione positiva con lo snatch.

Questi test sono stati messi in correlazione con la power position dello snatch, mostrando come più le performance negli esercizi test incrementano, più si riduce la durata dell’esecuzione della power position dello snatch.

I coefficienti sono questi:

Cosa significa?

Significa che essere forti nelle classiche alzate di forza – stacco e squat – non ha particolare trasferimento sulla power position dello snatch, mentre i movimenti esplosivi permettono di ridurre il tempo necessario a eseguirla.

La muscolatura coinvolta

Altri studi hanno mostrato come nella fase di ammortizzazione dello snatch i bicipiti femorali – con la loro facoltà di ridursi in lunghezza molto velocemente – “carichino” le gambe dell’energia necessaria per la successiva fase di accelerazione.

Anche in questo caso è stato dedotto come la tecnica dello snatch sia fortemente collegata ai livelli di sviluppo della forza esplosiva.

Volendo quindi migliorare nello snatch sarà necessario includere nella programmazione dei propri allenamenti sia della pliometrica esplosiva, che degli esercizi per favorire direttamente il potenziamento dei bicipiti femorali (come GH raises, leg curl, stacchi rumeni e stacchi a gambe tese).

 

Torokhti Weightlifting, 2018. Power-position-and-science. Available at www.torokhtiy.com. Accessed 30 March 2019
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