Ci sono movimenti che non hanno bisogno di presentazioni: li senti nominare e già ti sale il battito cardiaco. I bar facing burpees appartengono esattamente a questa categoria.
A prima vista sembrano solo una variante “più cattiva” dei classici burpees, ma basta provarli all’interno di un WOD per capire che giocano in un campionato tutto loro: ti mettono sotto pressione, ti obbligano a essere efficiente, ti insegnano a non mollare quando il corpo grida stop.
E, cosa che molti atleti scoprono solo dopo qualche mese di pratica, sono uno degli esercizi più completi e intelligenti che puoi inserire nella tua programmazione.
In questo articolo vediamo perché i bar facing burpees non sono solo un esercizio da temere… ma un alleato prezioso per diventare un atleta più completo.
Indice
Che cosa sono, davvero, i Bar Facing Burpees?
Il bar facing burpee è un burpee “a ostacolo”:
• ti lasci cadere a terra
• torni in piedi
• salti frontalmente oltre il bilanciere
• ti rigiri
• ripeti.
È semplice, sì. Ma anche tremendamente efficace.
Questa piccola modifica — il salto di fronte alla barra e non lateralmente — aggiunge una componente di coordinazione, controllo del ritmo e gestione dello spazio che cambia completamente l’esercizio.
I giudici dei Games lo amano perché è chiaro da standardizzare. Gli allenatori lo amano perché è facile da scalare e ricco di benefici. Gli atleti… be’, gli atleti lo rispettano. Molto.
1. Bar Facing Burpees: un boost mostruoso per il tuo conditioning
Se c’è un esercizio capace di portarti nel “dark place” in meno di due minuti, è questo.
I bar facing burpees allenano contemporaneamente:
- resistenza cardiovascolare
- capacità anaerobica
- potenza esplosiva
- recupero attivo
- resilienza mentale
In poche ripetizioni capisci quanto riesci a controllare il fiato, a mantenere un ritmo costante e a gestire il lattato.
Non a caso, compaiono continuamente in Open, Quarterfinals e competizioni di qualsiasi livello: sono uno stress test perfetto.
2. Migliorano la coordinazione e l’efficienza nei movimenti ciclici
Saltare frontalmente sopra la barra non è un dettaglio estetico: è un lavoro sulla meccanica del corpo in movimento.
Devi:
- sapere dove si trova la barra senza guardarla
- calcolare la distanza del salto
- sincronizzare discesa, salita e balzo
- cambiare direzione ad ogni ripetizione
Questo rende i bar facing burpees una piccola palestra di coordinazione e propriocezione.
Più diventi fluido, più diventi economico nei movimenti, e in CrossFit® l’efficienza è tutto.
3. Ti insegnano a gestire il pacing — una skill fondamentale nelle competizioni
Uno degli errori più comuni negli atleti inesperti è “sprintare” i primi burpees per poi implodere dopo 30 secondi.
Il bar facing burpee è un coach severo:
se parti troppo forte, ti punisce;
se parti troppo piano, perdi tempo prezioso.
Impari così ad ascoltare il respiro, capire i tuoi limiti e trovare il ritmo sostenibile che ti permette di arrivare alla fine del WOD senza crollare.
È uno dei movimenti migliori per allenare il pacing intelligente, quella capacità che distingue l’atleta che “sopravvive” dal competitor che vince.
4. Nessun equipaggiamento? Nessun problema. Sono un esercizio completo e versatile
In un mondo fatto di bilancieri, kettlebell, air bike e rower, i bar facing burpees sono un ritorno alle origini: corpo, bilanciere, pavimento. Fine.
Questo li rende:
- perfetti per allenamenti a casa
- ideali in trasferta
- facili da inserire in EMOM, AMRAP o couplet/couplet pesanti
- ottimi per warm-up dinamici
- utili per migliorare agilità e reattività
E soprattutto sono democratici: ogni atleta li può eseguire, adattando velocità e tecnica alle proprie capacità.
5. Rafforzano la parte mentale più di quanto pensi
Il vero “muscolo” che i bar facing burpees allenano? La tua testa.
È un esercizio che mette in crisi: ti toglie fiato, ti toglie ritmo, ti obbliga a non fermarti.
Sei costretto a gestire la sensazione di fatica crescente mentre prendi decisioni rapide sul da farsi.
Allenarsi costantemente con i bar facing burpees crea una sorta di anticorpo mentale: ti abitui a lavorare nel disagio senza perdere lucidità.
Il risultato? Negli altri esercizi vai più sciolto, nei workout resisti di più, nelle competizioni… ti trasformi in un atleta che non molla.
Come migliorare nei Bar Facing Burpees: consigli pratici
Per sfruttare davvero questo movimento, non basta “buttarsi a terra e saltare”.
Ecco alcune strategie efficaci:
• Mantieni il controllo della respirazione
Respira sempre durante la fase di salita: trattenere il fiato è il modo migliore per bruciarti in fretta.
• Usa la tecnica del “step down – jump up”
Più sostenibile del classico salto, ti aiuta a mantenere ritmo costante nei WOD lunghi.
• Rimani vicino alla barra
Ogni centimetro in più da percorrere è tempo perso e fatica in più.
• Sfrutta la rotazione minima
Girati sempre dallo stesso lato: riduci la complessità e diventi più efficiente.
• Lavora sullo sguardo
Non fissare la barra: guarda un punto davanti a te e lascia che sia il corpo a memorizzare la distanza.
Quando inserirli nella programmazione?
La risposta breve: sempre. Quella lunga dipende dal tuo obiettivo.
- Per endurance e fiato: AMRAP brevi ad alta intensità.
- Per pacing: serie controllate, ad esempio 10×5 con recupero minimo.
- Per la forza mentale: ladder ascendente (1–2–3–4–5…) da completare senza pause lunghe.
- Per capacità competizione: couplet con thruster, snatch o C2B, proprio come negli Open.
Sono un esercizio “ponte”: migliorano praticamente tutto ciò che fai.
Conclusione: un movimento semplice… che ti rende un atleta migliore
I bar facing burpees non saranno mai il tuo esercizio preferito — e probabilmente non dovrebbero esserlo. Ma se vuoi crescere, diventare più forte, più resistente, più efficiente… sono indispensabili.
Ti obbligano a gestire il fiato, il ritmo, la mente e lo spazio. Ti insegnano a non mollare quando la fatica aumenta.E soprattutto ti regalano un ritorno enorme a fronte di zero attrezzatura.
In fondo, il CrossFit® è questo: fare tanto… con poco.
E i bar facing burpees lo rappresentano alla perfezione.

