Nello snatch ogni dettaglio conta. La velocità sotto al bilanciere, la traiettoria, la stabilità in accosciata… ma c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato e che invece condiziona tutto il gesto: l’ampiezza della presa.
Una presa sbagliata può rendere lo strappo instabile, lento o faticoso anche con carichi leggeri. Al contrario, una presa corretta permette di sfruttare al meglio leve, mobilità e timing, rendendo il movimento più fluido ed efficiente. Capire come e perché scegliere l’ampiezza della presa nello snatch è uno dei passaggi fondamentali per migliorare davvero questo esercizio.
Indice
Perché l’ampiezza della presa è così importante nello snatch
Lo snatch è un sollevamento estremamente tecnico. A differenza del clean, il bilanciere deve percorrere una distanza maggiore e arrivare sopra la testa in un’unica fase esplosiva. L’ampiezza della presa influenza direttamente:
- l’altezza a cui il bilanciere deve essere portato
- la velocità di ingresso sotto il carico
- la stabilità della ricezione overhead
- la gestione dell’equilibrio in accosciata
Una presa troppo stretta obbliga l’atleta a sollevare il bilanciere più in alto, richiedendo più potenza e aumentando il rischio di perdere il controllo in ricezione. Una presa troppo larga, invece, può ridurre la capacità di trasmettere forza e creare instabilità a livello di spalle e polsi.
Esiste un’ampiezza “standard” per tutti?
La risposta breve è: no.
L’errore più comune è cercare una misura universale valida per chiunque. In realtà, l’ampiezza della presa nello snatch dipende da diversi fattori individuali:
- lunghezza delle braccia
- larghezza delle spalle
- mobilità di spalle, torace e polsi
- esperienza tecnica
- struttura corporea
Due atleti alti uguali possono aver bisogno di prese diverse. Per questo motivo è importante capire i criteri di base e poi adattarli al proprio corpo, invece di copiare la presa di qualcun altro.
Il metodo pratico più usato: la presa “anca-piega”
Uno dei riferimenti più diffusi per trovare una prima ampiezza di presa è il cosiddetto metodo dell’anca. In pratica:
- si impugna il bilanciere in posizione eretta
- lo si porta a contatto con le pieghe dell’anca
- le braccia dovrebbero risultare distese e il bilanciere all’altezza dell’inguine
Con questa presa, se il bilanciere viene tirato verso l’alto mantenendo le braccia lunghe, dovrebbe arrivare indicativamente all’altezza del petto o poco sotto, consentendo una ricezione efficiente sotto il carico.
Non è una regola assoluta, ma rappresenta un ottimo punto di partenza, soprattutto per chi è agli inizi o sta lavorando sulla tecnica.
Cosa succede se la presa è troppo stretta
Una presa eccessivamente stretta nello snatch crea diversi problemi tecnici:
- il bilanciere deve salire più in alto
- aumenta il tempo necessario per entrare sotto
- cresce la richiesta di potenza nella fase di tirata
- la ricezione overhead diventa meno stabile
Spesso chi utilizza una presa troppo stretta compensa “tirando di più” con le braccia o anticipando la flessione dei gomiti, perdendo efficienza e pulizia nel gesto.
E se la presa è troppo larga?
All’estremo opposto, una presa troppo larga può sembrare vantaggiosa perché riduce l’altezza della tirata, ma introduce altri limiti:
- minore controllo del bilanciere
- difficoltà a mantenere le spalle attive overhead
- stress eccessivo su polsi e articolazione della spalla
- difficoltà nella fase di pull iniziale
In molti casi una presa troppo larga è una “scorciatoia” per mascherare carenze di mobilità o di tecnica, ma sul lungo periodo limita la progressione.
Mobilità e ampiezza della presa: un legame diretto
La mobilità gioca un ruolo decisivo. Un atleta con buona mobilità di spalle, torace e anche può permettersi una presa leggermente più stretta senza perdere stabilità. Al contrario, chi ha mobilità limitata spesso allarga la presa per “trovare spazio” in accosciata.
È importante però non usare l’ampiezza della presa come soluzione definitiva a problemi di mobilità. Lavorare su:
- mobilità toracica
- apertura delle spalle
- stabilità scapolare
- flessibilità dei polsi
permette nel tempo di ottimizzare la presa e migliorare l’efficienza dello snatch.
Ampiezza della presa e fase di ricezione
Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda la ricezione. Una presa corretta consente di:
- mantenere il bilanciere allineato con il centro del corpo
- distribuire il carico sulle spalle in modo stabile
- ridurre lo stress sui gomiti
- migliorare l’equilibrio in accosciata profonda
Se in ricezione senti il bilanciere “caderti addosso”, spingerti in avanti o costringerti a compensazioni evidenti, è molto probabile che l’ampiezza della presa non sia ottimale.
Come capire se la tua presa nello snatch è quella giusta
Alcuni segnali pratici aiutano a valutare la correttezza della presa:
- il bilanciere segue una traiettoria vicina al corpo
- l’ingresso sotto è rapido e fluido
- la ricezione overhead è stabile senza eccessive correzioni
- non senti dolore o stress anomalo a spalle e polsi
Se questi elementi sono presenti, sei probabilmente vicino alla tua ampiezza ideale.
Adattare la presa con l’esperienza
Con il tempo e il miglioramento della tecnica, l’ampiezza della presa può cambiare. Molti atleti affinano la propria presa man mano che migliorano mobilità, forza e consapevolezza del gesto.
È normale fare piccoli aggiustamenti, anche di pochi centimetri, per trovare la posizione che consente il miglior equilibrio tra potenza, velocità e stabilità.
Conclusione: la presa giusta rende lo snatch più semplice
L’ampiezza della presa nello snatch non è un dettaglio secondario, ma una vera e propria base tecnica. Trovare la larghezza corretta significa rendere il movimento più efficiente, sicuro e ripetibile.
Non esiste una misura universale, ma esiste la presa giusta per il tuo corpo. Partire da riferimenti solidi, osservare le proprie sensazioni e lavorare su mobilità e tecnica è il modo migliore per costruire uno snatch solido nel tempo.
Quando la presa è quella giusta, lo snatch smette di sembrare un esercizio “impossibile” e inizia finalmente a scorrere.

